Peter Pan e la Piccola Fiammiferaia

Mi sono imbattuta l’altra sera nel film “L’ultimo bacio” dei fratelli Muccino. Un film che conosco a memoria e che amo, per quanto sia dissacrante e così banale nella sua semplicità. Essenzialmente parla del sogno metropolitano di una coppia: lei, in attesa di suo figlio, che compra cullette e costruisce responsabilità mentre lui si fa una diciottenne.  Il tutto contornato da una serie di colpi di scena degni di qualsiasi filmetto italiano medio: gli amici che partono, i genitori che si separano per poi tornare insieme, il padre dell’amico che muore.

Questo film ritrae l’identikit di due stereotipi: Peter Pan e la Piccola Fiammiferaia, o la crocerossina, come vogliamo chiamarla.

Immaginate di incontrare un uomo, mediamente carino, mediamente intelligente, mediamente normale insomma. Tale uomo vi darà l’illusione di aver incontrato finalmente una persona normale, con cui andare fuori a cena, programmare week end al mare, fingere di essere una coppia normale. Ma l’uomo, come si sa, è portato fisiologicamente a considerare l’opportunità migliore che, non è detto che siate voi.

E,mentre voi, dopo aver acceso il primo fiammifero, sognate una casa al mare e dei bambini vestiti tutti uguali, con i suoi occhi e i vostri capelli, lui si guarda attorno.

La vera chiave di ogni cosa è la devozione: la Piccola Fiammiferaia è normalmente come la Mezzogiorno, presente, attenta, materna e lui, alla veneranda età dei trent’anni passati, si sente in diritto di soffocare. Peter Pan è colui che, dopo aver imbastito una relazione perfetta, inizia a considerare noiose e ripetitive le cene del sabato, le uscite con gli amici comuni, le serate passate in casa con lei. E sogna viaggi che non farà mai, donne che non avrà mai, tutto ciò che di altro esiste nel mondo.

Tutto l’altro che non è cio che ha. E si lamenterà di essere infelice, troppo stretto, confinato nella sua routine. Allora penserà  che, per il bene della continuazione della sua stirpe, sia meglio guardare quali altre opportunità offre il mondo.

E, mentre all’epoca del film l’unica occasione erano le feste o gli SMS, adesso basta sfogliare la vetrina variegata di Facebook, per scegliere quale meraviglioso altro giro di giostra si può fare. La Piccola Fiammiferaia, scoperta l’infausta relazione, tirerà fuori le palle. E sarà lì che Peter perderà di colpo l’ingenuità della sua età (sottraetegli pure dieci anni mentalmente, di norma).

Tale stereotipo maschilista può adesso essere tranquillamente invertito, perchè ormai i ruoli sono perfettamente intercambiabili.

Il vero problema è uno solo: tutto ciò che prima a Peter Pan sembrava così noioso sembra di colpo così familiare, così nuovo e dolorosamente attraente perchè, una volta spenta la scintilla, la passione bruciante si raffredda.

 La chiave di tutto è nelle mani della Piccola Fiammiferaia che, come vuole ogni buon film d’amore, riammetterà Peter nella sua casa, nel suo letto e nel suo cuore.

Non ci sono molte regole in amore, si sa. Ma se una persona non si accorge di quanto siamo speciali accanto a lei, non merita i nostri sforzi. Se preferisce un corpo tonico al calore di chi gli dorme accanto ogni notte, non merita i nostri sforzi.

Facciamoci quindi un esame di coscienza: abbiamo coltivato il rapporto? Siamo uscite, ci siamo fatte belle, gli abbiamo ricordato cosa vorrebbe dire perdere una come noi?

La società di oggi richiede a noi donne di essere madri, mogli, compagne, amanti,confidenti, avere un corpo tonico, andare in palestra, accorgerci di quando è ora di far l’amore, ricordarci di non lamentarci troppo se siamo stanche, cullare i figli, risolvere problemi, tornare a lavoro dopo sei mesi.

Ci danno la patente di funambole alla nascita, senza nemmeno che noi lo sappiamo. Quindi, a nome di tutte le donne, vorrei scusarmi con gli uomini se non ci ricordiamo di quanto spesso vi sentite confinati in questa prigione dorata che vi abbiamo aiutato a costruire. E sognate nuovi corpi, nuovi lidi, nuovi compagni di viaggio.

E se, spesso, invece di essere belle, profumate e toniche, magari abbiamo qualche kg in più o ci lamentiamo del ciclo in arrivo, mentre contribuiamo a mandare avanti la baracca.

Perchè, quando un uomo si rende conto di avere accanto una donna intelligente, spesso si spaventa e scappa. Perchè è più comodo. E facile.

Auguriamoci di trovare un uomo intelligente, che ci apprezzi per come siamo, che non sia spaventato dalla normalità, dalle difficoltà e dal senso critico, tutto femminile.

E che ci aiuti, ci dica quanto siamo belle anche quando ci vediamo grasse e brutte. E che faccia l’amore con noi anche quando siamo stanche e sfatte.

Perchè, in piccola percentuale, esistono gli uomini intelligenti e le donne normali. Che si accontentano del calore del nostro abbraccio e di un manicaretto, magari venuto male.

Auguriamoci quindi di trovare un uomo che ci scelga per come siamo, che non ci chieda di cambiare, di rassodare, di apparire,di somigliare a qualcuna che non siamo noi.

Quegli uomini lì, lasciamoli a chi cerca l’apparenza.

(Fonte immagine: mymovies.it)

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