To beloved ones

Sono passati 520 lunghissimi giorni. Cinquecentoventi, praticamente un anno e mezzo quasi. Mentre la mia vita passava da una deriva a un nuovo inizio, la tua passava. Cosa vorrei dirti?

Beh inizio dicendo che, nel bruttissimo giorno in cui ti ho dato l’estremo saluto, in cui mi hai parlato di Positano, mi pare, in un bar, alla sera, incominciava una storia d’amore che di meglio non potrei desiderare.

Ti racconterei che un anno peggiore del 2016 potevo solo immaginarlo, nei miei peggiori incubi. Ma anche migliore, contemporaneamente: di svolta, di crescita, di miglioramento. E il 2017 è stato ancora meglio, e il 2018 sta spaccando 🙂

Ho nuovi progetti, ho cambiato lavoro. Io ed Emmebi siamo cresciuti insieme: lui sopporta i miei blablablabla, io i suoi silenzi (ultimamente non tanti). La cosa sta crescendo, e molto. Sicuramente non posso dire lo stesso di me: cado spesso, a volte barcollo, ma mi rialzo sempre. La mia ansia per il futuro è sempre peggiore: non mi rendo conto che non c’è bisogno di avere tanta ansia, dato che non possiamo sapere cosa accadrà. Cerco di aver ben presente questa massima, ma non riesco mai a realizzarla fino in fondo.  Ho sempre paura: di restare da sola, dell’abbandono, di non piacere abbastanza, di non essere abbastanza, di non fare abbastanza.

 

Una paura atavica, che non mi abbandona mai. In compenso, sono cresciuta molto professionalmente,  ho intrapreso diverse passioni, mi curo di più, insomma sono un po’ maturata. Poi Sorella Saggia si è sposata, è stata una bella festa, ci siamo divertiti senza strafare. Insomma il mondo va avanti per chi resta: chissà se puoi vederci, se puoi osservare quello che succede anche da lì.

Credo che questa sia la maggiore preoccupazione per chi resta: sapere che chi è andato possa vedere e sapere quali sono i cambiamenti,  le cose belle e tanto anelate che per tutta la vita insegui e rincorri. Se esistesse una filodiffusione penso che sarei la pria cliente, per raccontarti tutto quello che succede di qua. Nel frattempo, cercando di non arrabbiarmi, ti penso, sempre. Ciao 🙂

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