“Noi tranquilli e lontani”

Ognuno per sé piangeremo domani

Cantavano così i Pooh, descrivendo in maniera incredibilmente nitida il dolore che si prova ad ogni distacco. Io sono una che si affeziona pure al palo della luce, che parla pure con i muri. Questo in passato mi ha creato non poche difficoltà, soprattutto a livello personale ed emozionale.

Sono incapace di troncare i rapporti: siano essi di amicizia, amore o anche solo frequentazione. Rimangono aperti, come infiniti puzzle non finiti.

Il voler troppo bene rende deboli

Da anni ormai, dopo un’attenta ed approfondita analisi personale, ho capito che voler per forza tenersi ancorati ai rapporti esistenti è una sorta di coperta di Linus, che mi consente di farmi compagnia. Io, che vivo da sola da quando avevo 18 anni e 2 mesi, che impegno la mia vita nel crescere professionalmente e che ho fatto talmente tante cose a 31 anni che mi sento molto, molto fiera di me stessa, vado in pezzi appena qualcuno tocca questo mio lato molto sensibile. La cosa positiva che ho imparato con l’esperienza e con il tempo è che non c’è migliore cura del fregarsene, sempre e comunque. E dell’essere sempre sé stessi, crederci comunque anche quando tutto sembra remarti contro.

Sei un’increspatura in questa distesa di sabbia

E’ il complimento più bello che un tale, che dal 6 ottobre in poi mi accompagnerà spero per ogni singolo giorno della mia vita, mi ha fatto pochi giorni dopo esserci conosciuti. Perché mira alla mia testa, mi descrive come una persona un po’ più cerebrale e non guarda solo al mio corpo, involucro di un cuore pulsante e di un’energia sotterranea, malcelata e spesso emergente. Questa è la vera essenza della mia felicità: circondarmi di persone che mi amano per quello che sono, senza fronzoli né apparenza, di cui questo mondo ama circondarsi. A me piace, quando è possibile, essere quanto più vera riesco, proprio perché non amo la fissità, l’ipocrisia, l’accidia, le maschere, l’invidia. E se anche sembro diversa e mi affeziono, poco mi interessa: l’importante è non permettere che le corazze di cui mi sono circondata negli anni mi rendano arida e poco avvezza all’empatia che di solito mi caratterizza. E se non piaccio, pazienza, ci sono tante belle maschere da ammirare, corpi lisci da accarezzare, donne di legno da adorare. Io, intanto, penso a nutrire il cervello, investimento di gran lunga più redditizio.

Non tollero chi fa domande stupide, chi è sgrammaticato, chi non ha interessi

Non tollero l’ignoranza, sono estremamente fobica degli errori grammaticali e delle k. Odio le h che vi mancano, odio il non voler leggere nemmeno un libro, odio la cultura finta e l’analfabetismo funzionale. Non mi piace essere normale in un mondo di perfezione, ma sono abbarbicata alla mia normalità: talmente tanto che mi sento diversa, estremamente originale. Non ho tatuaggi, mi metto i tacchi solo se mi va, cammino perché mi piace, vado in palestra se mi va, mangio quando voglio, faccio solo quello che sento di volere, ascolto consigli solo se disinteressati. Sono estrosa, mi piace essere disordinata, aperta e confrontarmi con chi di intelligenza dispone. Per la perfezione, c’è sempre tempo, per ora mi godo la mia banale normalità.

 

Immagine tratta da http://www.visionealchemica.com

 

 

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