L’abbonamento al sentimento

Pensando a cosa sia un abbonamento, mi rendo conto sempre più spesso di quanti ce ne vengano propinati ogni giorno. Abbonati ad Amazon Prime, a Netflix, a YouTube, a Mediaset Premium e così via. Sembra che per ogni cosa sia necessario, anzi quasi obbligatorio, avere un abbonamento per non ascoltare la pubblicità, per avere subito tutto e per non dover attendere. Siamo preparati ad avere WhatsApp, che ci avvisa con le spunte blu se lui ha letto il messaggio, a pubblicare uno stato, una Instagram story, un post su Facebook e ad avere miliardi di interazioni in pochi secondi.

E’ finita l’era del fazzoletto e del cappello?

 

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(immagine da http://www.jolpress.com)

Fino a trent’anni fa circa, esisteva la fase del corteggiamento: l’uomo che si faceva notare, che corteggiava la donna, che si faceva attendere e lei che sapeva aspettare. Erano amori che nascevano lentamente, senza clamore: la donna e l’uomo sapevano attendere, disegnare fantasie e ricordi e, soprattutto, sostenere e sostenersi. Non era una spunta blu a condannare il malcapitato all’oblio e non era una foto su Facebook a far immaginare tradimenti e terribili storie di corna. Viviamo in primo piano, come se la nostra vita fosse su un immenso palcoscenico, fatto di finzione ed apparenza.

Non esiste più la frangibilità ed il fallimento

Sentiamo ogni giorno di ragazzini suicidi per un esame andato male, per un corteggiamento non riuscito o per un fallimento. Uomini che uccidono le loro donne e i loro figli, che spazzano via in pochi minuti sogni, speranze e vita. Non si ammette più la fragilità, il fallimento, la frangibilità di una vita che può essere spezzata, ma anche ricostruita.

“Kintsugi” è una pratica giapponese, un’arte che consiste nell’impreziosire con oro fuso le crepe di un vaso o di un oggetto in ceramica. E’ qualcosa di antico e misterioso, che trasforma il dolore di una rottura in un’occasione di rinascita. Accetta il fallimento, dunque, fallo tuo e accresci le possibilità che ti dà: la crepa diventerà bellezza, la cicatrice diventerà la forza di andare avanti.  E non pretendere una risposta immediata: le cose significative non hanno riscontro rapido: i sentimenti, come le piccole cose, hanno bisogno di tempo e nutrimento per poter crescere e maturare.

La resilienza e l’adattabilità

Una delle caratteristiche che ho sempre ritenuto fondamentali nel mondo moderno è la capacità di essere flessibili ed adattabili, di riuscire a far propri i problemi che la vita pone, a maturare delle strategie di difesa e a mantenere la memoria dei fallimenti passati, in modo da imparare una lezione per il futuro. La resilienza è la base della felicità: un punto di forza, un polo non indifferente di attrazione di energia positiva. e, si sa, se pensi positivo le cose belle arrivano! Per questo, dunque, come è possibile pensare a sentimenti provati a comando? Ad un mondo di amori consumabili, sesso prêt-à-porter, uomini intercambiabili.

L’abbonamento al sentimento, così come quello a Netflix o a Spotify, non è così vantaggioso: non si può staccarlo quando si vuole, non è semplice disabbonarsi e non ci sono rapidi riscontri. Della serie: morto un papa se ne fa un altro! Sarebbe bello così, staccare un interruttore, come staccare i rapporti. Ma i rapporti, in realtà, feriscono, lasciano strascichi e ci lasciano confusi e doloranti, come dopo un incidente stradale.

Quali sono dunque le migliori strategie per combattere “i consumabili”?

 

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(immagine presa da Aleteia.org)

Una relazione consumabile assorbe tutte le nostre energie, rendendoci stanche, deboli e sole. Oltre, di solito, a farci sprofondare in un baratro peggiore ogni volta che finisce, di solito, male.Quali sono, dunque, le migliori strategie?

  • Darsi solo se ci va: per combattere la bulimia sociale da singletudine, imparare a stare bene con sé stesse, a guardarsi un film e ad assaporare il tempo passato da soli;
  • Vivere tanto, sempre e comunque: compreso il sesso occasionale, che durante i periodi di singletudine è molto, molto apprezzabile;
  • Non affezionarsi al primo che capita, trovandosi in piena notte a piangere per un deficiente, che di solito dopo qualche mese ricorderemo con una risata;
  • Scegliere amicizie di qualità, che possano supplire al bisogno indomito di abbandonarci ad una relazione “consumabile”.
  • Per evitare di diventare zitelle inacidite, armate di fazzoletto e amiche di rito, ad ogni relazione fallita, fidiamoci di più del nostro istinto che dei nostri sensi: il cervello ed il cuore ringrazieranno!
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