Japan, mon amour

Io ed Emmebi siamo planati in Giappone per il nostro viaggio di nozze, che è durato la bellezza di quasi venti giorni. Stimolati dalle letture colte di Murakami e Yoshimoto, abbiamo iniziato con il visitare Tokyo, per una tre giorni tutta da vivere. Le stanze sono die buchi, delle piccole tombe dove, con 4 valigie, devi decidere se lavarti o farti un the. Abbiamo imparato inoltre che il Giappone non è a misura di Emmebi: è tutto alto in media 1,70 m, quindi era tutto uno sbattere la testa ovunque. Ci siamo persi nella meravigliosa realtà urbana di Tokyo, che ci ha consentito di scoprire templi e Tori in mezzo alla natura e ai grattacieli. Abbiamo mangiato in posti microscopici, spendendo pochissimo e ci siamo persi nelle viuzze di Ginza, Shibuya e Asakusa.

E’ seguita un’immersione nella natura di Hakone e del lago Ashi, grazie alla meravigliosa funivia che ci ha consentito di salire sul monte e ridiscendere verso il lago, il tutto in una giornata. Dopo il monte Fuji, ci siamo diretti verso Kyoto: città enigmatica e storica, con il fascino tipico di un posto dall’urbanizzazione selvaggia, indiscriminata, attorno ad un nucleo antico. Ovunque vai vedi templi antichi, deliziosi negozietti, angoli intrisi di spiritualità e mistero. Ciò che colpisce del Giappone è il mettere davanti la collettività: puoi lasciare la borsa incustodita, puoi perdere il portafogli, puoi avere un problema e sei certo che qualcuno verrà in tuo aiuto. Sei anche certo che, se trasgredisci qualche regola (le regole esistono e sono espressamente scritte, ovunque) ci sarà qualcuno che te lo farà notare.

Noi abbiamo gradito molto la notte in Ryokan, che ci ha permesso di immergerci realmente nell’atmosfera culinaria giapponese. Certo, il pesce a colazione non siamo riusciti a mangiarlo, però sicuramente è stata un’esperienza diversa.

Il Giappone che non ti aspetti

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Da Kyoto abbiamo fatto anche un’escursione a Nara, dove i cervi sono liberi di scorrazzare nel parco, a contatto con gli uomini ed appassionati di volantini, plastica e tutto ciò che pende. Ho avuto anche un incontro ravvicinato con un cervo 😀 da cui sono scappata terrorizzata. Hiroshima ci ha commosso, in quanto abbiamo toccato con mano la realtà della guerra e della distruzione e la grande dignità di una città che della rinascita ha fatto la sua bandiera e del disarmo il suo slogan. Osaka, ultima tappa del nostro viaggio, ci ha stupito: piena di zone bellissime, come ad esempio la zona del castello e del parco fluviale, meta di moltissime gite scolastiche.

Cosa non ci è piaciuto?

Come tutti i viaggi, non è tutto rose e fiori: cosa non ci è piaciuto?

  1. Il fatto che la gente, soprattutto a Tokyo, sia sempre infilata con la testa nel cellulare, ovunque e comunque;
  2. Il fatto che spesso, per quanto sia bello ed edificante rispettare le regole, il loro rispetto diventi quasi maniacale ed ossessivo;
  3. Il fatto che non si parli da nessuna parte e non si rida, mai;
  4. Il fatto che nelle zuppe non è possibile riconoscerne gli ingredienti;
  5. Il fatto che per quanto ti sforzi, non si parli inglese, nemmeno se aiutati con simboli e foto;
  6. Il caldo assurdo della metropolitana di Tokyo e lo sbalzo termico dell’ingresso nel vagone;
  7. La mia bronchite perenne;
  8. L’umidità e l’afa;
  9. Gli omini raddrizzafile;
  10. Gli omini che ad ogni fermata richiedono il Japan Rail Pass.

Cosa abbiamo adorato

  1. Si mangia sempre ed ovunque, in modo spasmodico, e mangiare costa pochissimo;
  2. Le meravigliose rappresentazioni dei piatti in cera, che aiutano il turista,
  3. L’onestà della gente e la disponibilità ad aiutarti;
  4. I jingle della metropolitana e dei treni;
  5. Il fatto che, nonostante siano città enormi da milioni di abitanti, prendere un treno o fare un biglietto sia così maledettamente semplice ed intuitivo: dove il loro inglese non arriva, ci pensano le insegne, le scritte e le indicazioni;
  6. La cultura millenaria, i prezzi onesti per entrare nei monumenti, i Pass supereconomici;
  7. Il fatto che il turista sia visto come una risorsa, e non come un pollo da spennare;
  8. Il mettere al primo posto il benessere della collettività, con tutti i guai che ne conseguono a volte,
  9. I gyoza, gli onikomiyaki, i teppanyaki, i dolcetti meravigliosi
  10. Tutti i gadget, le maschere per i capelli e tutte le fantastiche cianfrusaglie che trovi ovunque
  11. I cioccolatini ripieni e tutte le varianti di Kit Kat
  12. il te matcha ❤

A parte questo, saremmo potuti essere ovunque, in quanto la felicità è nel cuore: e il nostro cuore è pieno di quell’amore meraviglioso che proviene dall’accettazione l’uno dell’altra.  Dei nostri difetti, soprattutto, e, se non l’avessi detto abbastanza, lo confermo anche qui: Emmebi, spero che le lacrime di gioia che ci velavano gli occhi all’altare (spero non fossero per il mio abito da meringa), siano lo spirito con cui affrontiamo tutta la nostra vita, salite e bronchitelle incluse. ❤ From Japan with love, abbiamo realizzato un sogno

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